Uno sguardo alle tradizioni popolari italiane / Looking at Italian popular traditions

Questa volta abbiamo deciso di fare un giro particolare dell’Italia: dopo avervi raccontato di alcuni dei suoi luoghi più belli, vogliamo parlarvi delle tradizioni di paese. Ne abbiamo scelte tre: una del nord Italia, una del centro e una del sud. Vi consigliamo di parteciparvi, soprattutto se sprovvisti di un passaporto (dopo capirete il perché)…
Siete pronti? E allora partiamo! 🙂

Lombardia – Sagra del Carroccio (Legnano)

palio1

La complessa e festosa cerimonia commemora la battaglia avvenuta a legnano il 29 maggio 1176, in cui i Comuni della Lega Lombarda inflissero la sconfitta definitiva all’esercito del Barbarossa. A Milano la vigilia si svolge la prima fase delle celebrazioni, costituita da una sfilata dei rappresentanti delle otto contrade di Legnano e delle sei antiche porte di Milano. Il giorno dopo, la domenica mattina, a Legnano si aprono le celebrazioni con una messa solenne sull’altare eretto sul Carroccio, che è trainato da tre coppie di buoi bianchi ed è sormontato dalla Croce di Ariberto e dalla Martinella, una capanna che serviva da richiamo per i combattenti. La conclusione della festa è rappresentata dalla Corsa del palio, disputata nello stadio da otto cavalli, uno per ogni contrada, cavalcati senza sella dai fantini. La contrada vincente riceve in consegna la Croce di Ariberto e la conserva nella propria chiesa fino all’anno successivo.

Marche – Festa dei Folli (Borgo di Corinaldo)

Festa_Folli_Corinaldo-2

In uno dei Borghi più belli d’Italia, si svolge ogni anno dal 21 al 25 aprile la Festa dei Folli. I corinaldesi passano, secondo una tradizione secolare, per mattacchioni. Comunque per tipi un po’ originali. Un giornalista , e celebre fotografo Mario Carafòli (1902 – 1986), si è divertito a raccogliere con appassionata puntualità le tante storie curiose suscitate da questo popolo di stravaganti. Nel corso della festa è possibile persino ottenere il Passaporto da Matto! Come?
Un cittadino corinaldese (matto di suo), certificherà che il richiedente faccia il percorso di corsa lungo la piaggia, arrivato al Pozzo della Polenta si sporgerà dentro ed emetterà un bell’urlo liberatorio, quindi tornato alla partenza sempre di corsa, gli verrà rilasciato il “Passaporto da Matto” e il suo nome verrà scritto per sempre nel registro ed albo dei Matti di Corinaldo. Il Passaporto può essere preso anche dalle persone diversamente abili che si affacceranno dal vicoletto che porta al Pozzo della Polenta ed emetteranno un bel urlo liberatorio, quindi tutti possono diventare “Matti” certificati, non esistono barriere che tengano !

Calabria – U Ballu du Sceccu (Musalà)

maxresdefault

Durante le feste patronali che si svolgono durante l’anno, nel reggino, in particolare a Musalà, è usanza tipica fare il Ballu du Camiddhu (Ballo del Cammello): una struttura realizzata in canna di palude, originariamente con la forma di un cammello e successivamente con la forma di un asino in dialetto: sceccu, da cui la denominazione U Ballu du Sceccu. Dalla struttura fuoriescono dei petardi e fuochi d’artificio, che vengono accessi all’inizio della danza: U Sceccu viene “ballato” lentamente a suon di tarantella da una persona che si cela dentro la struttura dell’asino e durante il ballo, i fuochi di artificio illuminano la gente che assiste allo spettacolo pirotecnico. Ad annunciare la fine del ballo è u sceccu stesso, che dopo aver esploso i petardi dalle varie parti del corpo, alla fine li esplode velocemente dalla “coda“, che gira vorticosamente.Il significato del Ballu du Camiddhu è l’esorcizzare e ricordare la cacciata dell’invasore turco dai territori della Calabria, dopo vari secoli di dominazione che portarono alla sottomissione e povertà delle popolazioni locali: il cammello, infatti simboleggia tale popolo e la sua “morte” tramite i fuochi pirotecnici durante il ballo, allegoricamente conferma la cacciata e quindi la sconfitta dell’invasore turco dalle terre calabre.

Annunci

Taormina, la perla del Mediterraneo/ Taormina, the pearl of the Mediterranean

taormina 1

Abbiamo visitato Taormina quest’estate, durante il nostro tour fra Calabria e Sicilia. Col traghetto abbiamo fatto un “salto” dall’altra parte, per visitare una delle località più belle del territorio italiano. Quel giorno faceva particolarmente caldo, ma questo non ci ha scoraggiati!
Taormina si erge su un territorio collinare, fatto di numerosi sali-scendi. Nelle giornate senza nuvole si possono vedere nitidamente l’Etna e la Calabria.
Per visitare la cittadina è possibile prendere il bus-navetta, che ad un prezzo accessibile, porta i turisti proprio nella strada antecedente l’ingresso del centro storico. Noi abbiamo scelto questa opzione, perché costeggiare la strada a piedi sarebbe stato faticoso ma soprattutto improbabile visto il traffico di mezzi!
Una volta arrivati “in cima” si può ammirare Taormina in tutta la sua bellezza: i colori delle case variano dal giallo scuro, al bianco, al rosso. Numerose sono le chiese, alcune in mattone, altre come il Duomo, in pietra antica. Ci siamo fermati a scattare diverse foto ai panorami, alle costruzioni ma anche alle opere di artigianato esposte nei negozi di antiquari: a Taormina, gli artisti creano e dipingono vasi, piatti, arredi in mille colori. taormina 2Dopo aver percorso le vie del centro storico non potevamo non visitare il Teatro Greco di Taormina: grandiosa testimonianza della Sicilia Antica, il Teatro Greco è il monumento più famoso di Taormina, e il secondo teatro più grande dell’isola (dopo quello di Siracusa). Edificato dai greci (III secolo a. C.), che scelsero lo scenografico promontorio quale spettacolare ambientazione per le loro rappresentazioni drammatiche e musicali, il teatro, anche adesso, viene utilizzato per diversi eventi, soprattutto durante il Taormina Arte, il festival internazionale delle arti.
All’elenco delle cose da vedere non può mancare la Villa Comunale di Taormina. Ricca di bellezze floreali ed arboree, la Villa comunale è una piacevole oasi di tranquillità nel centro cittadino. I bellissimi giardini pubblici intitolati al duca di Cesarò, erano in origine un parco privato nato per volontà di Lady Florence Trevelyan Cacciola, la nobildonna scozzese che visse a Taormina dal 1884 e ne sposò l’allora primo cittadino. Fu Lady Florence che volle che fosse realizzato come un tipico giardino all’inglese, e riempito di una grande varietà di fiori e piante provenienti da tutto il mondo, oltre ai singolari edifici dal gusto esotico, in modo da poter coltivare la sua passione da ornitologa, ovvero osservare gli uccelli. La costruzione più caratteristica è la cosiddetta “The Beehives” (gli alveari), fantasioso padiglione che ricorda, come dice il nome, un alveare. Ideali per passeggiare e godersi il fresco, i giardini della Villa comunale offrono anche un meraviglioso panorama sull’Etna e la costa.
Infine abbiamo visitato il Duomo di Taormina, La Cattedrale cittadina dedicata a San Nicola, con la sua facciata in pietra e la torre campanaria che sorge nella suggestiva Piazza del Duomo.
Edificata intorno al 1400 sui resti di una chiesa duecentesca, la Cattedrale ha subito diversi rifacimenti. Di fronte al Duomo si può ammirare la fontana seicentesca di gusto barocco costruita su gradoni circolari circondata da quattro più piccole laterali. Da notare, al centro della fontana, il simbolo della città di Taormina, ovvero la centaura incoronata che nella mano sinistra regge il mondo e in quella destra lo scettro del comando.


This summer, during our tour between Calabria and Sicily, we visited Taormina. “Jumping” by ferry on the other side, we saw one of the most beautiful places in the Italy. The day was particularly warm, but that weather didn’t stop us!
Taormina rises on a hilly territory, made up of numerous ups and downs. On cloudless days, Etna and Calabria can be clearly visible.
You can take the shuttle bus to visit the town; it brings tourists right in the street before the entrance to the historic centre. We took it, because it would be tiring and unlikely to walk along the road on foot for the traffic of vehicles!
Once you get “on the top” you can admire Taormina in all its beauty: the colours of the houses vary from dark yellow to white and red. There are numerous churches, some built with bricks, and others like the Duomo, built with ancient stones. We took pictures of landscapes, buildings and handicrafts exhibited in antique shops: in Taormina, the artists create and paint vases, plates, furnishings in thousands of colours.
taormina 3After walking the streets of the historic centre, we wouldn’t miss the Greek Theatre of Taormina: wonderful testimony of Ancient Sicily, the Greek Theatre is the most famous monument of Taormina, and the second largest theatre on the island (after that in Syracuse). Built by the Greeks (3rd century B.C.) who chose the spectacular promontory as a spectacular setting for their dramatic and musical performances, the theatre, even now, is used for different events, especially during the Taormina Arte (the international arts festival).
The Public Garden of Taormina can’t miss the list of things you have to see. Rich in floral and arboreal beauty, the Garden is a pleasant oasis of tranquillity in the city centre. It was originally a private park created by the will of Lady Florence Trevelyan Cacciola, the Scottish noblewoman, who lived in Taormina since 1884 and married the first citizen of that time. Lady Florence wanted to build as a typical English garden and fill it with a wide variety of flowers and plants from all over the world and unique buildings of exotic taste, in order to observe the birds. The most characteristic building is the so-called “The Beehives”, an imaginative pavilion that recalls, as the name implies, a beehive. Ideal for walking and enjoying the fresh air, the Public Garden also offer a wonderful view of Etna and of the coast.
Finally, we visited the Cathedral of Taormina, dedicated to St. Nicholas, with its stone frontage and the bell tower that stands in the charming Cathedral Square.
Built around 1400 on the remains of a thirteenth-century church, the Cathedral underwent several renovations. In front of the Cathedral you can admire the seventeenth-century Baroque style fountain built on circular steps surrounded by four smaller side ones. In the middle of the fountain, there is the symbol of the city of Taormina or the crowned centaur that in the left hand holds the world and in the right hand the sceptre of the command.

Nel cuore dell’Italia/Into the heart of Italy

IMG_20180820_215733

Nel corso della nostra vacanza, oltre ad aver visitato la bellissima Calabria, ci siamo addentrati nel cuore dell’Italia. Siamo partiti verso le Marche e ci siamo fermati a Senigallia capitando proprio in una settimana particolare, che poi vi descriveremo, visitando il caratteristico borgo di Corinaldo, per poi spostarci verso l’Umbria e la Toscana.
Siete pronti a scoprire cosa abbiamo visto?

Senigallia & Corinaldo

Senigallia si trova nelle Marche, in provincia di Ancona, seconda della regione per numero di abitanti dopo il capoluogo. È un comune molto attento al turismo, sia per i servizi balneari che per la movida notturna. La cittadina si divide nella parte “vecchia” e in quella “nuova”: nella prima si estende il centro storico, dove si può ammirare l’antica rocca e gli edifici degli anni 30’, la parte nuova è invece stata interamente ristrutturata ed è ricca di locali, ristoranti e hotel di tenore medio-alto. Se invece si vuole spendere un po’ meno per mangiare, è d’obbligo provare il panfritto, tipico streetfood della zona: un panino farcito con il fritto misto di pesce!
Come vi dicevamo prima siamo capitati in una settimana particolare, ovvero quella del Summer Jamboree, un evento dedicato all’America degli anni ’30-’40. Per tutto il centro storico sono esposti macchine e furgoncini dell’epoca, alle quali è possibile scattare una foto. Oltre alle auto, è pieno di bancarelle che vendono vestiti degli anni ’30, oggettistica, arredamento, accessori e tanto altro. Ovviamente non può mancare la musica: numerosi sono i gruppi americani che si esibiscono durante tutta la settimana del Jamboree e la piazza del centro si colora di musica del passato e di ballerini che per tradizione devono essere vestiti come all’epoca. Anche noi, come quasi tutti, ci siamo divertiti ad indossare un accessorio anni ’30.
Una sera, per cercare un po’ di tranquillità ed esplorare nuovi posti, abbiamo fatto un giro nel Borgo di Corinaldo. Eletto fra i borghi più belli d’Italia nel 2007, Corinaldo è un piccolo gioiello incastonato sulle colline marchigiane. Lo stampo è medievale, si entra infatti da quella che una volta era la porta principale del paese. Gli abitanti e il comune si impegnano a conservare questo posto nel migliore dei modi: è ricco di locali, di ristoranti e di eventi, grazie al teatro presente nel centro del borgo. Insomma viene quasi voglia di abitarci!! 🙂

Spoleto, Cascata delle Marmore, Assisi

Quando abbiamo programmato il nostro tour a Senigallia ci è venuto spontaneo pensare di fare un giro in Umbria, vista la vicinanza. Così insieme siamo stati a Spoleto, alla Cascata delle Marmore ed infine ad Assisi.
L’Umbria si trova proprio nel cuore dell’Italia, e in quel cuore è racchiusa molta della storia del nostro paese. La nostra prima tappa è stata Spoleto: si trova in Umbria, all’estremità meridionale di una vasta pianura alluvionale generata in epoca preistorica dalla presenza di un lago.
La città è sviluppata sul colle Sant’Elia, un basso promontorio collinare. È circondata da colline, uliveti e vigneti. Merita di essere visitato il Duomo di Spoleto, risalente al XII secolo: la facciata è impreziosita da un mosaico e all’interno si possono ammirare le statue e gli affreschi dell’epoca.
Ogni anno si svolge Il Festival dei due Mondi, conosciuto anche col nome di Spoleto Festival: una manifestazione internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo che viene organizzata dal 1958 e dedicata a Usa e Italia principalmente. Il periodo del festival va dall’ultimo venerdì di giugno fino alla terza domenica successiva.
Piatti tipici della zona sono gli strangozzi (un tipo di spaghetti abbastanza spessi) che si gustano col sugo di funghi o della salsa al tartufo.

La Cascata delle Marmore

La Cascata delle Marmore è una cascata a flusso controllato, inserita in un grande parco naturale, tra le più alte d’Europa, potendo contare su un dislivello complessivo di 165 m, suddiviso in tre salti. Si trova a circa 7,5 km di distanza da Terni, in Umbria, quasi alla fine della Valnerina, la lunga valle scavata dal fiume Nera. Il nome deriva dai sali di carbonato di calcio presenti sulle rocce che sono simili a marmo bianco.
Il percorso per ammirarle al meglio parte dall’alto, dove dal Belvedere Superiore si può vedere la prima parte della Cascata, per arrivare giù dopo una lunga discesa al Belvedere Inferiore, per guardarle in tutta la loro bellezza. Per i più atletici e coraggiosi, il ritorno si può fare in salita, per chi invece preferisce le comodità può prendere la navetta dal Belvedere Inferiore, che risale sino al paese da dove poi si riprende la propria macchina dal parcheggio. Per la gita consigliamo scarponcini e k-way, perché ci si bagna!

Assisi

La nostra ultima tappa umbra è stata Assisi, comune della provincia di Perugia.
È conosciuta per essere la città in cui nacquero, vissero e morirono san Francesco, patrono d’Italia, e santa Chiara.
Noi abbiamo visitato la Chiesa di Santa Chiara, la Basilica di San Francesco e il centro di Assisi.
La Basilica di San Francesco d’Assisi si affaccia su un prato verde, mentre alla sua destra si trovano le bellissime scalinate in pietra chiara che portano poi al chiostro della Basilica. Sul prato verde si può notare una croce e la scritta “pax” (pace) entrambi “disegnati” con i fiori. All’interno si possono ammirare i bellissimi affreschi con cui la chiesa è interamente decorata.
La Chiesa di Santa Chiara invece si affaccia su un piazzale con una piccola fontana. L’interno è decorato con colori che variano dal bianco al rosso mattone e scendendo alla sinistra dell’altare si può visitare anche la cripta di Santa Chiara.
Il centro è molto caratteristico, ricco di enoteche dove gustare i prodotti locali e negozi di artigianato. Street food tipico del posto è la torta al testo: una spianata di pane, simile alla piadina ma molto più spessa, farcita solitamente con salumi.

Arezzo

In Toscana abbiamo visitato Arezzo, verso sera, per un veloce giro in città! Purtroppo non avevamo molto tempo!
Abbiamo visitato il Duomo, Piazza Grande e camminato per le vie del centro!
Per cena ci siamo fermati in una trattoria dove abbiamo potuto gustare le prelibatezze della tradizione culinaria Toscana. Abbiamo mangiato veramente bene, il personale è gentilissimo e vi consigliamo assolutamente di venire! Si chiama Trattoria il Saraceno e l’abbiamo recensita sulla nostra pagina Facebook.
Il soggiorno l’abbiamo invece trascorso al B&B Villa Sabrina, dove ci siamo trovati veramente benissimo!

_____________________________________________________________________________________________

During our trip, in addition to having visited the beautiful Calabria, we went into the heart of Italy. We left for the Marche and we stopped in Senigallia visiting the village of Corinaldo, then move to Umbria and Tuscany.
Are you ready to find out what we have seen?

Senigallia & Corinaldo

Senigallia is located in the Marche, in the province of Ancona, second in the region by population after the capital. It is a town very attentive to tourism, both for bathing services and nightlife. The town is divided into the “old” and the “new” part: in the first it extends the old town, where you can admire the ancient fortress and the buildings of the 30s, the new part has been completely renovated and is rich in bars, restaurants and hotels of medium-high content. If instead you want to spend a little ‘less to eat, you must try the panfritto, typical streetfood of the area: a sandwich stuffed with fried fish!
As we said before we happened in a particular week, that of the Summer Jamboree, an event dedicated to America of the ’30s and’ 40s. Throughout the historical center are exhibited cars and vans of the time, to which you can take a picture. In addition to cars, it is full of stalls selling clothes from the 30s, objects, furniture, accessories and much more. Obviously music can not be missing: there are numerous American groups that perform during the whole week of the Jamboree and the central square is colored with music of the past and dancers who traditionally have to be dressed like at the time. We, like almost everyone, had fun wearing a 30s accessory.
One evening we took a ride in the village of Corinaldo. Elected among the most beautiful villages in Italy in 2007, Corinaldo is a small jewel sets on the Marche hills. The mold is medieval, you enter in fact from what was once the main door of the village. The inhabitants and the municipality undertake to preserve this place in the best possible way: it is full of bars, restaurants and events, thanks to the theater in the center of the village. So you almost want to live there 🙂

Spoleto, Cascata delle Marmore, Assisi

When we planned our tour in Senigallia it was natural to think of taking a ride in Umbria, given the proximity. So together we were in Spoleto, at the Cascata delle Marmore and finally in Assisi.
Umbria is located right in the heart of Italy, and in that heart is contained much of the history of our country. Our first stop was Spoleto: it is located in Umbria, at the southern end of a vast alluvial plain generated in prehistoric times by the presence of a lake.
The city is developed on the Sant’Elia hill, a low hill promontory. It is surrounded by hills, olive groves and vineyards. Deserves to be visited the Cathedral of Spoleto, dating back to the twelfth century: the façade is embellished with a mosaic and inside you can admire the statues and frescoes of the era.
Every year the Festival dei due Mondi takes place, also known as Spoleto Festival: an international event of music, art, culture and entertainment that has been organized since 1958 and is dedicated to the US and Italy mainly. The festival period is from the last Friday of June until the third following Sunday.
Typical dishes of the area are the strangozzi (a type of fairly thick spaghetti) that can be enjoyed with mushroom sauce or truffle sauce.

The Marmore Falls

The Cascata delle Marmore is a waterfall with controlled flow, inserted in a large natural park, among the highest in Europe, having a total height difference of 165 m, divided into three jumps. It is located about 7.5 km away from Terni, in Umbria, almost at the end of Valnerina, the long valley carved by the river Nera. The name derives from calcium carbonate salts found on rocks that are similar to white marble.
The path to admire them from the top, where from the Upper Belvedere you can see the first part of the waterfall, to get down after a long descent to the Lower Belvedere, to look at them in all their beauty. For the more athletic and courageous, the return can be done uphill, but for those who prefer convenience can take the shuttle from the Lower Belvedere, which goes up to the country from where he then takes his car from the parking lot. For the tour we recommend boots and k-way, because you get wet!

Assisi

Our last stop in Umbria was Assisi, a town in the province of Perugia.
It is known to be the city where they were born, lived and died St. Francis, patron saint of Italy, and St. Clare.
We have visited the Church of Santa Chiara, the Basilica of San Francesco and the center of Assisi.
The Basilica of San Francesco d’Assisi overlooks a green lawn, while on its right are the beautiful clear stone steps that lead to the cloister of the Basilica. On the green lawn you can see a cross and a writing “pax” both “designed” with flowers. Inside you can admire the beautiful frescoes with which the church is entirely decorated.
The Church of Santa Chiara instead overlooks a square with a small fountain. The interior is decorated with colors ranging from white to brick red and going down to the left of the altar you can also visit the crypt of Santa Chiara.
The center is very characteristic, full of wine shops where you can taste local products and craft shops. Street food typical of the place is the cake with the text: a bread spread, similar to the piadina but much thicker, usually filled with salami.

 

 

1908

12 1908

La tavola era ben allestita ormai dall’ora di pranzo; non restava altro da fare, se non appoggiarvici sopra la lampada ad olio e le portate, tutte preparate da nonna Carmela e nonna Giuseppa, insieme alla figlia Lucia, con i prodotti della piccola fattoria di famiglia.
Una famiglia numerosa, che viveva a qualche kilometro dalla loro fattoria, quasi vicino al mare.
Era dicembre, era Natale, e faceva un po’ di freddo, tanto che nonno Giovanni uscì fuori a prendere il braciere ardente da posizionare sulla conca dentro casa. Il cenone era pronto per essere consumato.
“Eppuri tuttu stu friddu n’u’ sentu. E mi pari puru stranu!”, disse Giacomino, il marito di Lucia.
“Mancu ieu staiu serenu pi’ ‘cchistu”, gli rispose Salvatore, suo padre.
“Mangiati e viriti ch’a panza china vi faci stari megghiu”, così Lucia smorzò quella flebile sensazione di malessere.
Era una famiglia vecchio stampo, molto legata alle tradizioni, come quella che voleva nonni e nipoti riunirsi intorno alla calda e profumata conca, mentre quest’ultimi ascoltavano attentamente i racconti di Giovanni e Salvatore. Entrambi narravano, con incredibile sintonia, la storia recente, quando Garibaldi arrivò “a casa loro” con una marea di gente, cercando di convincerli che ben presto il paese che tanto conoscevano sarebbe stato libero e unito.
“Iddu ‘ndi rissi chi stu paisi cangiau. E tu, Turi, u viristi tuttu stu cambiamentu?”
“Cangiau u capu, ma ‘a minestra esti sempri ‘a stessa. Anzi, stamu puru peggiu. Mali pi’nnui!”, rispose Salvatore portandosi le mani ai capelli, suscitando ilarità tra i bambini che ascoltavano.
Nel frattempo, Giacomino era preoccupato e neanche lui sapeva il perché. Era seduto a tavola, isolato dalla realtà. Lucia, notando ciò, gli si avvicinò.
“Mino, che hai? Si tuttu suratu!”
“Mi sentu stranu. Stanotti non dormu, mannaia.”
Giacomino sentiva il rumore assordante di una quiete quasi insolita. Ma doveva andare a dormire, perché il mattino dopo si sarebbe dovuto svegliare presto per andare in fattoria a “recuperare” il latte delle sue mucche e il pranzo del giorno dopo.

Era il 25 dicembre 1908. Tre giorni più tardi la terra sotto i loro piedi avrebbe cominciato a tremare e un flagello si sarebbe abbattuto sulla costa. Vasti furono gli aiuti giunti da tutte le parti del mondo e, una volta tanto, gli uomini tutti si mostrarono fratelli generosi e comprensivi, partecipando al dolore dei terremotati.

Oggi, come 110 anni fa, sono ancora visibili su alcune case i segni di questa sciagura.

Noni

Tropea, il diamante della Costa degli Dei/ Tropea, the diamond of “Gods’ Coast”

tropea

Tropea, cittadina calabrese di antiche origini, è un “diamante” incastonato nella splendida Costa degli Dei.
Essa conta circa 6.500 abitanti e sorge su un promontorio tra i Golfi di Gioia e di S.Eufemia e si vuole che il fondatore sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna (Colonne d’Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei (detta anche Costa Bella) e secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole.
Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in seguito sotto l’occupazione saracena e, ancor più, sotto i Normanni e gli Aragonesi.
Di notevole interesse è il centro storico della città, con molti palazzi nobiliari del XVIII e del XIX secolo, arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante. I “portali” dei palazzi rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotati di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, che successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi ormeggiate sotto la rupe di Tropea. Il Santuario di Santa Maria dell’Isola, che sorge su un promontorio di fronte alla cittadina, è il simbolo di questa cittadina; anche la Cattedrale di Maria Santissima di Romania è di notevole interesse: edificio del 1100 in stile romanico, esso contiene la sacra effigie della Madonna di Romania, protettrice della città. La città, inoltre, ospita il Museo Diocesano, contenente ori e argenti della cattedrale, parecchi manufatti di varie epoche e interessanti opere pittoriche, sculture e affreschi, manufatti e arredi. Recentemente, è stata anche aperta la sezione archeologica. Di notevole interesse artistico la chiesa del Gesù sita nel centro storico e la chiesa dell’Annunziata del XVI secolo.

Comuni uniti per far crescere uno dei luoghi più suggestivi della Calabria                   

Il senatore Giuseppe Mangialavori ha presentato la sua proposta di legge per l’istituzione del Consorzio della Costa degli Dei, costituito da 9 Comuni: Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera. Mangialavori assicura che il Consorzio, nel prossimo futuro, potrebbe includere anche i Comuni di Drapia, Zungri e Spilinga. L’obiettivo della legge è di implementare la vocazione turistica dell’area attraverso il potenziamento dei sistemi della ricettività, dei trasporti, della produzione e del marketing.

Gli eventi

Nel mese di aprile si svolge la Mostra-Fiera di Modellismo Ferroviario città di Tropea a cura del Gruppo Fermodellistico Tropeano; nel mese di giugno, invece, si svolge la fase finale del Premio Letterario Nazionale città di Tropea, che richiama diversi autori da tutta l’Italia e che coinvolge una giuria composta da tutti i Sindaci calabresi. A luglio si svolge la Sagra del pesce azzurro e della cipolla rossa di Tropea (a cui è stato attribuito il marchio di qualità). Nel mese di agosto si svolge la manifestazione cinematografica Tropea Film Festival, presso il Teatro del Porto di Tropea, all’interno del porto turistico.
Nel mese di settembre nel centro storico di Tropea si svolge il Tropea Blues Festival, un Festival di musica Blues che per una settimana vede esibirsi decine di gruppi musicali. Il format dell’evento è caratterizzato dall’esibizione quasi in contemporanea, tra le vie della città vecchia, di numerose band, come nella tradizione della città natale di questo genere musicale, ovvero New Orleans.

___________________________________________________________________________________________

Tropea is a town situated in the Region of Calabria. It is “diamond” situated in the beautiful Costa degli Dei.
It has about 6,500 inhabitants and stands on a promontory between the Gulf of Gioia and S. Eufemia. The tradition says that the founder was Ercole who, returning from Spain (Colonne d’Ercole), stopped on the Costa degli Dei (called also Costa Bella) and according to this legend, Tropea became one of the Ports of Hercules.
Due to its characteristic position of terrace overlooking the sea, Tropea played an important role, both in Roman times and later under the Saracen occupation and, even more, under the Normans and the Aragonese.
Of notable interest is the historical center of the town with many noble palaces of the 18th and 19th perched on the cliff overlooking the beach below. The “portals” of the palaces represented noble families; some are equipped with large cisterns dug into the rock, which were used to accumulate the grain coming from Monte Poro, which was subsequently loaded by terracotta pipelines on ships moored under the cliff of Tropea. The Sanctuary of Santa Maria dell’Isola, which stands on a promontory facing the town, is the symbol of this town; also the Cathedral of Maria Santissima of Romania is of notable interest: building of 1100 in Romanesque style, it contains the sacred effigy of the Virgin of Romania, protector of the city. The city also houses the Diocesan Museum, containing gold and silver of the cathedral, several artifacts from various eras and interesting paintings, sculptures and frescoes, artifacts and furnishings. Recently, the archaeological section has also been opened. The Church of the Gesù located in the historical center and the Church of the Annunciation of the XVI century are of great artistic interest.

Municipalities united to bring up one of the most evocative places in Calabria.

Senator Giuseppe Mangialavori presented his bill for the establishment of the Consortium of the Costa degli Dei, consisting of 9 Municipalities: Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo and Nicotera. Mangialavori ensures that the Consortium, in the near future, could also include the Municipalities of Drapia, Zungri and Spilinga.The objective of the law is to implement the tourist vocation of the area through the enhancement of the systems of accommodation, transport, production and of marketing

Events.

In April the Tropea Model Railway Exhibition-Trade Fair is held by the Tropeano Fermodellistico Group; in the month of June, however, the final phase of the Tropea National Literary Prize is held, which recalls several authors from all over Italy and which involves a jury composed of all the Calabrian mayors. In July there is the Blue Fish Festival and the Tropea red onion (which has been awarded the quality label). In August the Tropea Film Festival is held at the Port Theater of Tropea, inside the marina.
In the historical center of Tropea, the Tropea Blues Festival takes place in September, a Blues music festival that for a week sees dozens of musical groups perform. The format of the event is characterized by the almost contemporary performance, among the streets of the old city, of numerous bands, as in the tradition of the hometown of this musical genre, namely New Orleans.

Scilla e la sua leggenda/ Scilla and its legend

scilla

Scilla è una località balneare affacciata sullo Stretto di Messina a circa 25km di distanza da Reggio Calabria ed è situata nel tratto di costa tirrenica della Calabria conosciuto come “Costa Viola”, così chiamato per la particolare colorazione che le acque del mare assumono in determinate condizioni metereologiche.
Il suo territorio si estende fino alle pendici dell’Aspromonte, racchiudendo mare e monti in un unico paesaggio. Scilla comprende i quartieri di San Giorgio, il centro storico, Jeracari (recente espansione del centro abitato), Marina Grande con la spiaggia delle sirene, e Chianalea; quest’ultimo è il più antico borgo di Scilla, deriva il suo nome da “Piano della Galea”, cioè il punto dal quale salpavano le Galee, le antiche imbarcazioni per la caccia al pesce spada. Caratteristico per le strette stradine e le case costruite subito a ridosso del mare, Chianalea è annoverato tra i borghi più belli d’Italia e da lì si possono ammirare numerose scalinate, antiche fontane, chiese ed edifici storici come il Palazzo Zagari e il Palazzo Scategna, nobile residenza risalente al XVII secolo. Il comune di Scilla comprende inoltre le frazioni di Favazzina, Melia e Solano Superiore.

La storia. La storia di Scilla è strettamente legata a quella della rocca e del castello che con la sua posizione strategica ha fatto di Scilla un territorio fortemente ambito e conteso dalle diverse dominazioni che si susseguirono nel corso dei secoli. I primi insediamenti erano formati prevalentemente da popolazioni di pescatori che si insediarono nelle zone adiacenti alla rocca e al mare. Successivamente, a causa delle invasioni dei pirati, questi insediamenti si spostarono verso l’alto, l’attuale quartiere di San Giorgio, dove i pescatori si trasformarono in agricoltori e cacciatori. In età moderna Scilla divenne un importante centro commerciale e partire dal XVI secolo fu governata dai nobili Ruffo che nel 1533 acquistarono il feudo di Scilla e realizzarono importanti lavori di restauro e ampliamento del castello, che divenne la loro residenza fino alla fine del feudalesimo. Nonostante i violenti terremoti del 1783 prima e del 1908 poi abbiano causato ingenti danni e perdite, sono sopravvissute numerose testimonianze dei secoli di storia trascorsa e ancora oggi si possono ammirare, oltre al Castello dei Ruffo e al borgo di Chianalea, le chiese antiche e i numerosi reperti di valore storico e artistico.

Mito e leggenda. Il nome di Scilla viene associato fin dall’antichità al mito e alla leggenda, facendo riflettere il suo aspetto mitologico già nella morfologia del territorio che, visto dall’alto, richiama la sagoma di un’aquila con le ali spiegate. Il mito narra infatti che Giove, mentre ammirava la bellissima ninfa Scilla della quale si era innamorato, venne infastidito da uno stormo di aquilotti che annientò con le sue saette. La madre aquila, addolorata per la perdita, inveì contro Giove che per punirla per aver osato sfidarlo la scagliò in mare tramutandola nel promontorio roccioso di Scilla. L’altra leggenda a cui viene associata Scilla narra della storia di “Scilla e Cariddi”, i mostri marini che dalle sponde opposte dello Stretto di Messina attaccavano le imbarcazioni di passaggio. Scilla, era una bellissima ninfa della quale si innamorò Glauco, un pescatore che un prodigio aveva trasformato in un dio marino, metà uomo e metà pesce. Impaurita dall’aspetto di Glauco, Scilla scappò per rifugiarsi nell’alto di un monte, lasciando Glauco solo e disperato nel suo dolore. Glauco per conquistare l’amore di Scilla si recò allora dalla maga Circe per chiedere un filtro d’amore.
Dopo aver ascoltato la storia, la maga Circe rimproverò Glauco, poiché un dio non ha bisogno di supplicare l’amore di una ninfa e gli propose di unirsi a lei. Glauco rifiutò la proposta e Circe, accecata dall’ira, sparse una pozione nelle acque dove Scilla era solita immergersi, trasformandola in un mostro marino. Scilla terrorizzata dal suo aspetto si rifugiò allora nella cavità di uno scoglio nel tratto di costa che da allora prese il suo nome.

Il culto di San Rocco. Il culto di San Rocco a Scilla risale al XV e XVI secolo e fu importato da Venezia, città con la quale Scilla intratteneva rapporti commerciali. Nel ‘500 la popolazione rivolse le proprie preghiere a San Rocco durante una grave epidemia di peste, venendo risparmiata dal contagio e l’episodio rafforzò la devozione della popolazione per il santo. Ogni anno la festa in suo onore si svolge il fine settimana successivo al 16 agosto, giorno in cui si commemora il santo.

Il Pesce Spada. La pesca del pesce spada è praticata a Scilla ormai da secoli. Un tempo i pescatori si servivano del “Luntre”, una barca snella e veloce, sostituita oggi dalle moderne “Passerelle”, caratterizzate da un traliccio o “albero” alto fra i 20 e i 25 metri, in cima al quale prende posto un avvistatore, e a prua da un ponte in ferro lungo circa 25-30 metri dove il fiocinatore corre al richiamo dell’avvistatore per colpire e catturare il pesce. Il pesce spada è il fiore all’occhiello della gastronomia scillese e viene cucinato in vari modi, come la tipica preparazione “alla ghiotta”, ad involtino, crudo a “carpaccio” e tante altre ricette.


Scilla is a seaside resort overlooking the Strait of Messina and is about 25km far from Reggio Calabria. Scilla is located in the Tyrrhenian coast of Reggio Calabria known as the Costa Viola so called for the particular color that sea waters assume in certain climatic conditions. The territory enclosed the district of San Giorgio is the historic center and the main urban center of Scilla, Jeracari, the recent expansion of the town, Marina Grande with beach of the sirens, and Chianalea, ancient fishing village. Chianalea was called Plan of Galea, the point where sailed the Galee, the ancient boat used for hunting swordfish. Chianalea is a picturesque village with its narrow streets and the houses built immediately behind the sea. It is counted among one of the most beautiful villages in Italy and in Chianalea you can admire numerous staircases, ancient fountain, churches and historic buildings such as the Zagari Palace and Scategna Palace, a nobel residence dating from 17th century. Scilla also includes fractions of Favazzina, Melia and Solano Superiore.

History. The history of Scilla is closely linked to its rock and the castle that with his strategic location made Scilla an highly contented territory, disputed by vary dominations over the century. The first settlement of Scilla where formed mainly by population of fishermen who settled in the adjacent areas of the castle and the sea. Later, due to pirate invasions, settlements moved upward to the current district of San Giorgio, where fishermen became hunters and farmers. In the modern Age Scilla became an important commercial center and from the 16th century Scilla was governed by the nobel family of Ruffo that in 1513 acquired the estate of Scilla and carried out important work of restoration and extension of the castle that became its residence until the end of Feudalism. Although the violent earthquakes of 1783 and 1908 had caused extensive damage and losses several examples of the past survived to time. You can still admired beyond the Ruffo’s castle and Chianalea, a lot of ancient churches and many artifacts of historical and artistic value.

Myth and Legend. The name of Scilla since ancient times is associated to myth and legend. The appearance of the mythological Scilla is already reflected in the morphology of its territory which seen from above recalls the shape of an eagle with spread wings. The myth tells that Jupiter while admiring the beautiful nymphs Scilla that he loved, he was bothered by a flock of eagles that wiped out with his arrows. The mother eagle, saddened by the loss, railed against Jupiter that hurled her into the sea and turning her into the rocky promontory of Scilla. The name of Scilla is also associated with the legend of “Scilla and Charybdis” the sea monsters that attacked from opposite sides the boates crossing the Strait. Scilla was once a beautiful nymph loved by Glaucus, a fisherman that a miracle had transformed into a sea-god, half men and half fish. Frightened by Glaucus appearance the nymph Scilla took refuge in the top of a mountain, leaving Glaucus alone and desperate in his pain. Glaucus to conquer the love of Scilla went to the sorceress Circe to ask for a love potion. After hearing his story the sorceress Circe blamed Glaucus, pointing out that a God does not need to bag the love of nymph and asked him to join her. Glaucus refused to accept so Circe blinded by hanger, scattered a potion in the clear water where Scilla was usual dive, turning the nymph into a sea monster. Scilla terrified by herself took refuge in the hollow of a rock along these stretch of coast that seems that time took her name.

The cult of St.Roch. The cult of Saint Roch in Scilla dates back to the 15th and 16th centuries and was imported from Venice, with which Scilla does business. In the 16th century the population of Scilla prayed St. Roch during a severe epidemic of plague and was spared by the infection and the episode strengthened the devotion to St. Roch. Every year a festival takes place the weekend after August 16.

Swordfish. Swordfish fishing is practised since centuries in Scilla. Once the fishermen used the “Luntre”, a lean and fast boat, replace today by the modern Passerella” characterised by a “trellis” or ”tree” high between 20 and 25 meters, on top of which sets a spotter and at the bow it is equipped with a long iron bridge about 20-25 meters where the harpooner runs to hit the fish. Swordfish is the flagship of the gastronomy of Scilla and its cocked in various way.

Angoli di Milano da scoprire/ Discovering corners of Milan

naviglioMilano è da sempre un punto di riferimento per la moda, per l’industria e per il business in generale. Quando i turisti arrivano in città la prima cosa che vogliono fotografare è il Duomo e dunque si dirigono subito in centro, pronti a farsi un selfie nella piazza.
A Milano però non ci sono solo il Duomo o i locali dove fare aperitivo fino tardi.
Passeggiando per le vie antiche, che si intrecciano con il corso dei Navigli, si scoprono dei luoghi davvero caratteristici. Noi ci siamo capitati per caso in una calda giornata di giugno. Abbiamo scoperto una stradina nascosta che si estende lungo il corso del naviglio della Martesana: all’inizio della strada vi è una taverna greca aperta nelle ore serali, un piccolo bar e una fila di villette antiche nascoste da un muro di cemento e mattoni. Sulla destra si estende il naviglio, costeggiato da alberi a salice, e anche da qualche casa a ridosso della superficie dell’acqua, come una piccola Venezia.
Proseguendo nella passeggiata si arriva ad un parco, dove il weekend viene allestito un piccolo mercatino dell’artigianato. Ci ha colpito molto la tranquillità di quel posto: per tutto il percorso (circa 1,5km) sembrava di essere immersi in una realtà diversa da quella rumorosa della grande città.
Se volete trascorrere un po’ di tempo in totale relax vi consigliamo di passarci! 😊 Fermata della M1: Turro/Gorla.
__________________________________________________________________________________________

Milan is the city of fashion, industry and business. People from all over the world come to visit the city centre to take a picture of the Cathedral. Anyway, in Milan you can find also beautiful places for dinner; walk along the ancient streets we have discovered an hidden alley near the Martesana Canal: at the beginning of the little street there is a Greek restaurant opening for dinner and a group of tiny houses.
Along the right side of the alley, you can see the canal courted by willows and some houses near water’s surface, as it was a “little Venice”.
Walking along you can arrive in a park, where a little craft market is set every weekend.
We were marvelled by the quiet of this place: for the whole journey (about 1.5 km), it seemed like we were in another dimension, so far from that big and noisy city.
If you want to spend time in complete relax, we suggest you to visit this part of Milan!😊  Metro line stop: Turro/Gorla (M1 line).